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“Public opinon and forms of mobilization concerning asylum seekers and refugees in anti-immigrant times”, il 24 e 25 ottobre 2019 a Bruxelles una due giorni di conferenze organizzata da una rete di Università belghe.

Nelle giornate di giovedì 24 e venerdì 25 ottobre, a Bruxelles, si terrà una conferenza internazionale dal titolo “Public opinon and forms of mobilization concerning asylum seekers and refugees in anti-immigrant times”organizzata da un gruppo di studiosi e ricercatori delle Università di Bruxelles, Liegi e Lovanio. Scopo della conferenza sarà quello di discutere della percezione del fenomeno migratorio a livello locale nei vari Paesi europei, nonché delle pratiche locali di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo e del ruolo della società civile e degli attori istituzionali nella gestione del fenomeno.

I recenti eventi in Europa – si legge  nella descrizione dell’iniziativa -, dall’inizio della cosiddetta “crisi dell’accoglienza” ai giorni nostri, dimostrano che forti polarizzazioni segnano il modo in cui le città hanno reagito all’arrivo e al transito dei richiedenti asilo. I contesti locali hanno spesso mostrato autonomia e hanno contrastato le tendenze nazionali in termini di opinioni e pratiche. In alcuni casi, i politici e i cittadini locali hanno rifiutato di assumersi la responsabilità delle funzioni di accoglienza assegnate dal loro governo nazionale e hanno persino respinto l’arrivo dei richiedenti asilo nel loro territorio. In altri casi, gli attori locali si sono opposti a politiche statali restrittive e tendenze anti-migranti, mostrando idee precise in termini di ospitalità e sviluppando pratiche sul campo che vanno ben oltre la prima accoglienza. In questi casi, i governi e le agenzie locali, nonché OSC [Organizzazioni della società civile], ONG e l’ecosistema generale delle città si sono dimostrati fondamentali non solo nel sostegno della gestione a breve termine delle strutture di accoglienza, ma anche nei processi sociali, economici e culturali per l’integrazione dei rifugiati di fatto.

Nel corso della prima giornata, la conferenza riunirà studiosi e ricercatori nel campo dell’immigrazione e dell’asilo, con l’obiettivo di aprire un dibattito sui risultati del progetto di ricerca “Public opinion, mobilizations and policies concerning asylum seekers and refugees in anti-immigrant times (Europe and Belgium)”, finanziato dall’Ufficio federale per le politiche scientifiche belga (BELSPO / BRAIN-be). La ricerca è stata condotta tra il 2017 e il 2019 e coordinata da un gruppo di ricerca che ha coinvolto tre università belghe (ULB, ULiège e KULeuven), nonché partner di ricerca in cinque paesi europei: Germania, Svezia, Ungheria, Grecia e Italia. L’obiettivo principale di PUMOMIG (sigla del progetto) è quello di acquisire una comprensione approfondita dei fattori e delle dinamiche sociali che influenzano le polarizzazioni degli atteggiamenti a livello locale nei confronti dei rifugiati e dei richiedenti asilo nelle società contemporanee. A tal fine, PUMOMIG ha osservato e analizzato le forme contestuali di mobilitazione da parte delle popolazioni locali, in favore o in ostilità verso i nuovi arrivati. Il lavoro sul campo è stato condotto nelle aree dei centri di accoglienza e dei luoghi con elevate concentrazioni di richiedenti asilo. Tra i partecipanti, rappresentanti politici locali, delle strutture di accoglienza, organizzazioni della società civile, cittadini e migranti.

La giornata del 25 ottobre vedrà invece riuniti studiosi e ricercatori insieme a membri di governi locali, organizzazioni della società civile e attori dell’UE, in un dibattito su pratiche e soluzioni alternative per la gestione dell’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo in Europa. In particolare, si discuterà del ruolo delle organizzazioni della società civile, degli attori istituzionali locali e delle istituzioni europee.

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Immagine da Flickr, Mario Fornasari