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E’ attesa per il prossimo 17 novembre la proclamazione intergovernativa del nuovo Pilastro europeo dei diritti sociali proposto dalla Commissione

Lo scorso 26 aprile 2017, la Commissione europea ha presentato il pacchetto sul Pilastro europeo dei diritti sociali annunciato da Juncker nel settembre 2015. Il Pilastro, pensato – e chiesto – quale necessaria risposta all’esigenza di una maggiore giustizia sociale in Europa e, dunque, quale faro per l’avviamento di un processo di convergenza verso migliori condizioni di vita, sociali e di lavoro, arriva dunque dopo oltre un anno di consultazioni tra istituzioni europee, governi nazionali, parti sociali e organizzazioni della società civile.

Come affermato in una nota della segreteria nazionale della CGIL e dell’Area politiche europee ed internazionali, la pubblicazione del Pilastro europeo dei diritti sociali è “un elemento di discontinuità rispetto al recente passato, perché ha il merito di riportare al centro del dibattito i temi dell’Europa sociale, come da tempo richiesto dall’insieme del movimento sindacale europeo”. Come la CGIL, le organizzazioni riunite nella Confederazione europea dei sindacati (CES), hanno partecipato attivamente alle consultazioni ed alle audizioni delle parti sociali sin dall’avvio del processo. Se, da un lato, tutte sono concordi sull’importanza cruciale del fatto che la Commissione sia tornata finalmente ad occuparsi della dimensione sociale e che l’esistenza di un fronte – o, quantomeno, un tavolo – comune impegnato sulla costruzione sociale europea possa a tutti gli effetti considerarsi un fatto storico, dette organizzazioni concordano altresì sul fatto che la versione attuale del Pilastro resti ancora lontana dalle aspettative suscitate dalle ambiziose premesse e dagli impegni dichiarati dalla Commissione europea e dal presidente Jean Claude Juncker.

Durante un incontro tenutosi al Parlamento europeo lo scorso 27 settembre ed organizzato, tra gli altri, dalla CES, cui ITACA ha partecipato, il segretario generale della CES Luca Visentini ha ribadito come, nel corso degli ultimi decenni, ciò cui si è assistito sia stata una completa, deliberata distruzione dell’equilibrio di potere nei rapporti di lavoro e, ancor più, nella relazione tra le libertà economiche e i diritti sociali. “Il pilastro”, ha continuato, “riguarda l’introduzione e la difesa di diritti, certo, ma riguarda prima di tutto e soprattutto la correzione di tale disequilibrio”.

Occorre dunque essere realistici e valutare, nel concreto, le politiche da adottare per realizzare tale obiettivo. Il Pilastro contiene un elenco di venti principi che dovrebbero diventare le linee guida per gli Stati Membri dell’UE in materia di politiche e diritti sociali. A causa della natura non vincolante del documento, l’implementazione dei principi nelle diverse legislazioni nazionali dipenderà dal tipo di iniziativa legislativa che verrà presa in merito e, quindi, dalla successiva attuazione. Il preambolo del Pilastro, come osserva Visentini, menziona esplicitamente il ruolo delle parti sociali e, in ogni caso, risulta necessario fare una maggior luce sul ruolo effettivo che le parti sociali avranno nella fase di implementazione. Ciò che è certo è che l’implementazione del Pilastro da parte degli Stati Membri diverrà cruciale, il vero banco di prova in cui si dimostreranno le reali capacità, oltre che le effettive intenzioni, di ripromuovere l’Europa Sociale, tutti insieme.

Dopo anni di politiche neoliberiste, ispirate a teorie dell’austerità palesemente fallimentari, causa e legittimazione politica di tagli feroci alla spesa pubblica, ai servizi e di continui colpi inferti ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici in tutta Europa, occorre dunque una spinta radicale e condivisa per tornare ad occuparsi seriamente, concretamente, del risanamento dell’Europa sociale e delle condizioni di vita dei suoi abitanti. Per questo, la CES sostiene fortemente un Pilastro che migliori le condizioni di vita dei lavoratori e chiede alle istituzioni che questo venga proclamato ufficialmente il prima possibile, auspicando una pronta reazione e collaborazione degli Stati Membri nella successiva fase di implementazione ed un ampio coinvolgimento delle parti sociali, a tutti i livelli.

Nel corso di un dibattito tenutosi questo giovedì 12 ottobre presso la sede di Euractiv a Bruxelles, cui ITACA ha preso parte, Connie Reuters, segretario generale di Solidar, ha sottolineato che, se è vero che si rende necessario trovare soluzioni concrete alla sempre maggiore vulnerabilità dei cittadini e dei lavoratori in Europa, occorre preliminarmente interrogarsi con serietà sulle cause scatenanti di tale vulnerabilità. L’Europa sociale, in sostanza, ha compiuto numerosi passi indietro nel corso degli ultimi decenni: occorre interrogarsi e capire una volta per tutte, ha dichiarato Reuters, “cosa sia andato male”. Solo in questo modo diverrà possibile ridar vita all’Europa di tutti, attraverso la costruzione di una serie di diritti e di principi effettivamente applicabili ed implementabili verso una sempre maggiore convergenza sociale.

La proclamazione del Pilastro è attesa per il 17 novembre a Gothenburg, in Svezia, dove si terrà il prossimo Summit sociale europeo. Ad oggi, le discussioni intergovernamentali tra gli Stati Membri restano in corso.

Maggiori informazioni sul Pilastro europeo dei diritti sociali sul sito della Commissione europea