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Con il nuovo DPCM e la nuova Ordinanza del Ministro della Salute pubblicati il 7 ottobre 2020, obbligo di tampone per chi rientra in Italia da  Belgio, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Spagna

Fermo restando che le disposizioni in materia di mobilità e di sicurezza dei cittadini sono oggetto di continua evoluzione e che, pertanto, si raccomanda di verificare e tenersi informati attraverso le fonti governative, diplomatiche e consolari ufficiali, riportiamo qui di seguito il più recente aggiornamento della normativa in vigore fino al 7 ottobre 2020. 

Fonti: Ministero della Saluteportale ministeriale Viaggiare Sicuri.

Aggiornato a giovedì 8 ottobre 2020

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato, il 7 ottobre 2020, la proroga dello stato di emergenza sul territorio italiano fino al 31 gennaio 2021, in conseguenza del rischio sanitario connesso alla diffusione del Covid-19.

Tra le altre cose, alcune novità importanti riguardano dunque gli spostamenti da e verso l’Italia – e, nello specifico, il rientro in Italia da specifici Paesi esteri. Una nuova Ordinanza del Ministro della Salute, infatti, prevede alcune variazioni rispetto all’elenco dei Paesi al rientro dei quali vige l’obbligo del test molecolare o antigenico (tampone).

Coloro che intendono entrare/rientrare in Italia da Belgio, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna (sia che nei 14 giorni precedenti l’ingresso in Italia vi abbiano soggiornato o anche solo transitato), oltre a compilare un’autodichiarazione, devono anche:

a) presentare un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo. L’attestazione deve essere presentata al vettore al momento dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli;

in alternativa

b) sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine (ove possibile) o entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. In questo secondo caso, in attesa di sottoporsi al test presso l’asl di riferimento, le persone hanno l’obbligo di isolamento fiduciario (quarantena) presso la propria abitazione o dimora.

Le persone che hanno soggiornato o transitato in questi Paesi nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Italia, anche se asintomatiche, devono anche comunicare il loro ingresso nel territorio italiano al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente.

Non rientrano più in questo elenco, dall’8 ottobre: Croazia, Grecia e Malta, dai quali non è più richiesto il test molecolare o antigenico all’ingresso in Italia.

Queste disposizioni restano valide fino all’adozione del prossimo DPCM prevista per il 15 ottobre 2020. I casi di eccezione restano quelli indicati dal DPCM 7 agosto 2020, per i quali si rimanda al portale Viaggiare Sicuri.

Come riportato dal portale Viaggiare Sicuri, la disciplina generale degli spostamenti da e per l’Italia (spostamenti da/per Paesi UE, spostamenti da/per Paesi extra UE, obbligo di motivazione, obbligo di quarantena, divieti d’ingresso in Italia da determinati Paesi, etc.), resta quella finora in vigore come prevista dai decreti precedenti, almeno fino al prossimo decreto del 15 ottobre (ne avevamo già parlato qui. Tutte le informazioni aggiornate su Viaggiare Sicuri).

Raccomandiamo di fare sempre riferimento ai siti ed ai portali ministeriali ufficiali (Governo italiano, Ministero della Salute, Viaggiare Sicuri), Ministero degli Esteri), per tenersi informati sugli aggiornamenti in corso, prima di ogni spostamento.

In generale, ricordiamo a chiunque si trovi all’estero e debba rientrare in Italia, d’informarsi bene prima della partenza, di seguire le indicazioni delle istituzioni locali e mettersi in contatto con le autorità diplomatiche e consolari nel proprio Paese in caso di bisogno di supporto e assistenza.