A casa, nel mondo

Quest’anno, il tema scelto dall’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, istituita il 18 dicembre del 2000 dall’Assemblea generale dell’ONU, è “Migrazione con dignità” (#WithDignity).

Da sempre, la migrazione è espressione della volontà dell’uomo di riscattarsi dalle avversità e dalle ingiustizie della vita e inseguire il desiderio di un futuro migliore. Al giorno d’oggi, diversi fattori, quali la globalizzazione, i progressi tecnologici e i cambiamenti economici e sociali conseguenti alle contraddizioni intrinseche al sistema capitalista in cui viviamo, hanno contribuito all’aumento esponenziale del numero di individui, che per volontà o per necessità, sempre più spesso lasciano il proprio Paese di origine nel tentativo di ricostruirsi una vita altrove.

Naturalmente, questa nuova era ha portato con sé sia sfide che opportunità per le società in tutto il mondo. Attualmente, la migrazione rappresenta una questione particolarmente complessa e come tale sentita dall’opinione pubblica. Il tema della migrazione viene troppo spesso percepito come un’emergenza incontrollabile, un fenomeno da “risolvere” il prima possibile, senza che però vengano presi in considerazione le persone che di quel “fenomeno” sono l’oggetto e – spesso e a livelli diversi – le vittime. Pertanto, le sfide e le difficoltà delle migrazioni internazionali richiedono oggi una maggiore assunzione di responsabilità, oltre che un rafforzamento della cooperazione e dell’azione collettiva tra gli Stati e le regioni di tutto il mondo, proprio perché, come ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in occasione di questa giornata, la mancanza di un’adeguata regolamentazione “può intensificare le divisioni tra e all’interno delle società” ed “esporre gli individui allo sfruttamento e all’abuso”.

Guterres ha poi aggiunto che “questo mese, il mondo ha compiuto un considerevole passo avanti con l’adozione del Global Compact per una migrazione sicura, ordinata e legale”. Esso infatti, ha continuato, “indica la strada da intraprendere verso opportunità più legali per la migrazione e provvedimenti più severi nei confronti del traffico di esseri umani”.

Il tema scelto per celebrare quest’anno la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato è la “Migrazione con dignità” (“Migration with dignity”). Secondo quanto dichiarato dal direttore generale dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) António Vitorino, “la migrazione rappresenta la forza per la dignità perché consente alle persone di scegliere per sé stesse, proteggere sé stesse, educare sé stesse e liberare sé stesse. Essa consente a milioni di individui di scegliere la partecipazione anziché l’isolamento, […], la speranza al posto della paura e il benessere al posto della povertà”. Ed è per tanto necessario, ha continuato Vitorino, “onorare queste scelte, rispettandole. Le rispettiamo solo se trattiamo coloro che fanno queste scelte con dignità”.

Milioni di persone oggi sono esposte a gravi pericoli nel momento in cui intraprendono il loro viaggio migratorio. Secondo le statistiche dell’IOM, circa 3,400 migranti e rifugiati hanno già perso la vita nel 2018. Moltissimi sono morti cercando di raggiungere l’Europa via mare, altri non sono riusciti a sopravvivere nel tentativo di attraversare il deserto o le foreste attraverso percorsi lontani dai confini ufficiali. “Questi numeri,” ha concluso Vitorino “sono una vergogna per tutti noi”.

Oggi in Europa e nel resto del mondo occidentale soffia un vento furioso di propaganda e, spesso, di violenza, rispetto al tema migratorio ed ai migranti stessi, che diventano il pericolo ed il nemico numero uno da combattere e si trovano ad essere marginalizzati, rigettati, rifiutati, costretti a condizioni di vita inumane o, peggio, lasciati a morire nel tentativo di costruirsi un futuro.

Siamo convinti che sia necessario, oggi più che mai, portare avanti una battaglia di civiltà e di solidarietà, il 18 dicembre e tutti i giorni, in difesa dei diritti, della vita e della dignità di chi emigra e di tutte le persone ovunque, nel mondo. Una battaglia che si estenda contro le diseguaglianze, contro le povertà, sociali e culturali, che vengono sempre più manipolate, anche strumentalizzando il disagio e la sofferenza che coinvolgono milioni di persone in tutta Europa, per rivolgere la rabbia nei confronti delle persone più deboli del nostro tempo: i migranti stessi. A questi milioni di persone, un’umanità che fugge da fame, povertà, guerre, terrore, viene negato qualsiasi diritto.

ITACA si unisce pertanto alla celebrazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, non solo il 18 dicembre ma ogni altro giorno dell’anno, perché la lotta e la difesa del diritto alla vita e alla dignità di ognuno, ovunque nel mondo, è una battaglia che va combattuta tutti i giorni. Sulla base del principio di affermazione del diritto alla libera circolazione e mobilità delle persone, finanche del diritto “a non emigrare”, secondo i valori di totale uguaglianza e dignità di qualsiasi essere umano, di solidarietà internazionale, di piena cittadinanza di chiunque in qualsiasi parte del mondo, siamo sempre dalla parte di chi cerca un’opportunità di vita migliore e di veder tutelati i propri diritti – e siamo sempre dalla parte di chi, credendo nel valore dell’accoglienza anziché del potere securitario dei muri, si impegna e lotta ogni giorno per costruire le condizioni affinché questa opportunità di vita dignitosa possa realizzarsi per tutti, ovunque.

Immagine ufficiale della campagna dal sito delle Nazioni Unite.