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Pubblichiamo il nostro aggiornamento settimanale sull’evoluzione dei negoziati tra Unione Europea e Regno Unito relativi alla Brexit

Nel corso dell’ultima settimana, la stampa britannica si è soffermata su tre punti estremamente rilevanti nell’evoluzione dei negoziati tra UE e UK.

1) Rapporto UE-UK: il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha avvertito la prima ministra britannica Theresa May che Bruxelles ha urgentemente bisogno che i suoi “suggerimenti generali” sulla relazione post-Brexit del Regno Unito con l’Unione europea vengano tradotti in soluzioni praticabili.

2) Questione economica: la Brexit potrebbe costare molto cara alle imprese europee. Secondo un nuovo studio i costi aggiuntivi di un mancato accordo commerciale tra Gran Bretagna e Unione Europea sarebbero di 58 miliardi di sterline (circa 69 miliardi di euro). I servizi finanziari britannici sarebbero il settore più colpito, mentre in Europa l’impatto più pesante andrebbe a ricadere sull’industria automobilistica.

3) Il confine irlandese: il primo ministro irlandese ha rifiutato la proposta, paventata negli scorsi mesi e settimane, di una “pre-registrazione” per coloro che attraversano il confine con l’Irlanda del Nord. La proposta, avanzata nel cosiddetto report “Smart border 2.0” presentato al Parlamento europeo nel novembre 2017 – prima, dunque, della sigla dell’accordo di dicembre -, prevedeva tra l’altro che le persone che attraversano spesso il confine irlandese avrebbero dovuto registrarsi in anticipo “per evitare controlli e ritardi” alla frontiera. Dal canto suo, il governo britannico assicura che non vi sarà nessun “hard border” tra i due Paesi, ma non è ancora chiaro come questo obiettivo possa essere realizzato – dovendo conciliarlo con l’intenzione del Regno Unito di uscire dal mercato unico e dall’unione doganale.

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