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Gli aggiornamenti al 1 luglio 2020 riguardo agli spostamenti da e per l’estero

Fermo restando che le disposizioni in materia di mobilità e di sicurezza dei cittadini sono oggetto di continua evoluzione e che, pertanto, si raccomanda di verificare e tenersi informati solamente attraverso le fonti governative, diplomatiche e consolari ufficiali, riportiamo qui di seguito il più recente aggiornamento della normativa in vigore da lunedì 1 luglio 2020. 

Fonti: sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, portale ministeriale Viaggiare Sicuri.

Dal 1 luglio, nuove disposizioni ministeriali ampliano le possibilità di spostamenti da e per l’estero. Vediamo una sintesi delle principali novità, come riportate nella sezione appositamente dedicata sul sito del Ministero degli Esteri.

Innanzitutto, si amplia l’elenco dei Paesi di rientro dai quali non si è più sottoposti a quarantena in Italia. Continuano ad essere consentiti liberamente gli spostamenti da e per Stati membri dell’Unione Europea, Stati parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano. Chi entra da questi Paesi non dovrà più giustificare le ragioni del viaggio e non è sottoposto all’obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni all’ingresso in Italia. Possono entrare liberamente in Italia anche gli stranieri residenti in uno di tali Paesi e i loro rispettivi familiari.

Dal 1 luglio sono consentiti anche gli spostamenti per l’Italia dei residenti nei seguenti Paesi: Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay. Anche in questi casi, non è più necessario giustificare le ragioni del viaggio.

Gli spostamenti diversi da quelli indicati sopra potranno essere effettuati – oltre che per lavoro, salute, assoluta necessità, rientro al domicilio, residenza o abitazione – anche per motivi di studio. Spostamenti diversi da quelli indicati sopra non motivati da una di queste ragioni restano vietati.

Per gli ingressi in Italia da Paesi diversi da Paesi dell’Unione europea, Paesi parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino o Stato della Città del Vaticano, resta l’obbligo di isolamento fiduciario (quarantena), fatte salve alcune eccezioni (vedi sotto).

In quali casi resta in vigore l’obbligo di quarantena?

Dipende dallo Stato di provenienza e dal momento di entrata in Italia. Chi entra o rientra a partire dal 3 giugno da uno Stato dell’Unione europea o da uno Stato parte dell’accordo di Schengen, dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, da Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino o Stato della Città del Vaticano non deve sottoporsi a isolamento fiduciario, purché non abbia soggiornato in un Paese diverso da questi nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia.

L’isolamento fiduciario a casa per 14 giorni resta obbligatorio per chi è entrato in Italia: da un Paese diverso dai seguenti: Paesi dell’Unione europea, Paesi parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino o Stato della Città del Vaticano; da qualsiasi Paese estero (eccetto San Marino e Vaticano), se si è soggiornato nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia in un Paese o territorio diverso dai seguenti: Paesi dell’Unione europea, Paesi parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino o Stato della Città del Vaticano.

Quali sono le eccezioni all’obbligo di quarantena?

Le eccezioni all’obbligo di quarantena, anche per chi rientra da Paesi diversi da quelli elencati, sono le seguenti: equipaggio di mezzi di trasporto; personale viaggiante; chi entra per comprovati motivi di lavoro, se è cittadino o residente in uno dei seguenti Paesi: Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord); personale sanitario che entra in Italia per l’esercizio di professioni sanitarie; lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita per andare al lavoro e per tornare a casa; personale da imprese con sede principale o secondaria in Italia che rientra in Italia dopo spostamenti all’estero per lavoro di durata non superiore a 120 ore (5 giorni); movimenti da e per la Repubblica di San Marino e lo Stato della Città del Vaticano; funzionari e agenti dell’Unione europea, di organizzazioni internazionali, personale delle missioni diplomatiche e dei consolati, personale militare nell’esercizio delle loro funzioni; alunni e studenti che frequentano corsi di studi in Stati diversi da quello in cui abitano e rientrano a casa almeno una volta alla settimana; breve permanenza in Italia (fino a 120 ore totali) per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza; transito aeroportuale; transito di durata non superiore a 36 ore totali per raggiungere il proprio Paese di residenza (ad esempio entrata in Italia con un traghetto dalla Grecia per continuare in macchina fino alla propria abitazione in Germania).

Una volta rientrati dall’estero, si possono prendere altro volo per altre destinazioni nazionali o internazionali?

Sì, il transito in aeroporto è consentito. Non è però possibile uscire dall’area aeroportuale, se si proviene da un Paese diverso dai seguenti: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord. Non possono uscire dall’area aeroportuale anche coloro che provengono da uno di questi Paesi, ma hanno soggiornato in un Paese diverso nei 14 giorni anteriori.

Un cittadino straniero o un italiano residente all’estero che attualmente si trovi in Italia, può fare rientro nel Paese dove vive?

Di norma, il rientro nel proprio domicilio abitazione o residenza è sempre consentito. La Farnesina raccomanda tuttavia di verificare prima della partenza le misure previste nel proprio Paese e consiglia ai cittadini stranieri di prendere contatto con l’ambasciata del proprio Paese in Italia.

Per ulteriori casistiche e precisazioni, si consiglia di visitare la sezione F.A.Q. del portale ministeriale.

Ricordiamo in ogni caso, a chiunque si trovi all’estero e in condizioni di dover rientrare in Italia, di seguire le indicazioni delle istituzioni locali e mettersi in contatto con le autorità diplomatiche e consolari nel proprio Paese in caso di bisogno di supporto e assistenza.

Poiché la situazione e le misure conseguenti sono in costante aggiornamento, raccomandiamo di tenersi informati attraverso i portali ministeriali: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Viaggiare Sicuri.